Agibilità

Diciamolo subito non è un obbligo allegare al rogito. E bene che ci sia ed è bene che se c’è vi venga consegnato, ma non è un obbligo allegarlo al rogito. Possiamo dire subito che non tutti gli edifici hanno il certificato di agibilità perchè il certificato di agibilità venne istituito con un regio decreto del 34 che diceva che tutti gli immobili, sia quelli di nuova costruzione che quelli già esistenti dovevano essere dotati di tale certificato. Nella realtà dei fatti questo non è mai avvenuto. E’ fondamentale capire che tipologia di certificato voi potete trovare negli atti depositati. Perché fino all’entrata in vigore del Dpr 80, entrato in vigore il primo luglio del 2003, vi potreste trovare davanti al certificato vero e proprio e quest’ultimo assumeva due denominazioni principali, a seconda della destinazione dell’immobile, ovvero certificato di agibilità per gli immobili non residenziali e certificato di abitabilità per gli immobili residenziali.

Veniva all’epoca richiesto alla fine dei lavori di costruzione oppure dopo interventi che modificano sostanzialmente gli edifici e veniva rilasciato dal Comune. 

Con l’entrata in vigore del Dpr 80 quindi dal °1 luglio 2003 sono avvenute alcune semplificazioni perché il certificato assume il nome di certificato di agibilità per tutte le tipologie di edifici, residenziale e non. Doveva essere richiesto alla fine dei lavori, o meglio entro 15 giorni dalla fine dei lavori, dal committente e quindi dal proprietario dell’immobile. Poteva essere rilasciato direttamente dal Comune oppure poteva essere rilasciato tramite il meccanismo di silenzio assenso. Nel momento in cui ne veniva fatta richiesta, se la stessa era completa di tutta la documentazione, allora esistevano due termini per il rilascio del silenzio assenso 30 o 60 giorni, a seconda del parere favorevole precedentemente dato da parte dell’ASL o meno.

Nella maggior parte dei casi, dopo il 2003 non troverete più il certificato, ma solo la richiesta, lo stato autorizzato è intrinseco alla non risposta da parte del comune e, quindi, acquisito proprio tramite silenzio assenso (non devono esserci state delle richieste di integrazione da parte del Comune). 

Ora però le cose sono di nuovo cambiate con l’entrata in vigore del decreto Madia del 2016. il decreto sancisce che non esista più la richiesta vera e propria del certificato, ma il rilascio dello stesso è il luogo della segnalazione certificata ovvero entro 15 giorni dalla data di fine lavori il committente proprietario presenta segnalazione certificata al Comune competente con una serie di allegati indispensabili alla presentazione della pratica. Se la documentazione presentata è completa la segnalazione è coincidente proprio con il certificato.