APE, cos’è e come influisce sul valore

L’attestato di prestazione energetica (APE) è un documento ufficiale, valido 10 anni, prodotto da un soggetto accreditato, ovvero il certificatore energetico.

Ma cos’è effettivamente questo documento?

L’attestato permette di comprendere il livello di efficienza energetica dell’immobile, consentendo a chiunque, di capire il valore in termini energetici dell’appartamento che si possiede o che si ha intenzione di acquistare.

È un documento obbligatorio per legge (per molteplici funzioni, anche per la sola pubblicità di vendita), posto a carico del proprietario dell’immobile, del locatore e di chi pubblica annunci immobiliari.

Per ottenere questo certificato, sarà necessario un sopralluogo della vostra casa da parte del tecnico (certificatore), il quale dovrà valutare i seguenti elementi:

  1. Qualità degli infissi
  2. Salubrità degli ambienti interni
  3. Efficienza energetica legata ai consumi e agli impianti di riscaldamento e produzione di acqua calda
  4. Eventuali impianti autonomi di produzione di energia
  5. Superficie e volume degli ambienti
  6. Tipologia costruttiva 

Una volta effettuata la valutazione, vi verrà rilasciata l’attestato, tramite il quale avrete tutte le informazioni energetiche del vostro appartamento.

L’elemento principale da considerare all’interno di questa targa, è la fascia di consumo in cui si trova il vostro immobile, ovvero la classe energetica: se il vostro appartamento rientra nelle classi A+, A o B, ciò significa che è a zero o bassissimo impatto ambientale e si presume che siano stati fatti importanti investimenti tecnologici ed economici. Se invece la vostra casa appartiene alla classe C, è da considerare ancora in linea con tutte le norme in vigore; mentre, qualora la vostra targa riportasse una classe dalla D alla G, è bene che consideriate la possibilità di effettuare investimenti di riqualificazione energetica, in quanto il vostro immobile è ad altissimo consumo energetico.

L’importanza di rientrare almeno in una classe energetica media, non comporta solo una riduzione della dispersione di energia e dell’inquinamento, ma determina anche una significativa riduzione delle spese di gestione per chi ci abita.

L’aumentare dell’efficienza energetica, come detto in precedenza, è chiaro che necessita il sostenimento di investimenti tecnologici ed economici particolarmente significativi. Ma sappiate che questo maggiore investimento iniziale, vi ripagherà in termini di spese di gestione per il resto della vita (o almeno per il tempo in cui vivrete nella vostra casa).

Ora, la domanda che chiunque sia in procinto di acquistare o vendere casa si troverà a doversi fare è: che correlazione c’è tra la classe energetica di un immobile e la sua valutazione commerciale? Sulla base dei dati rilasciati, si stima che un bilocale di circa 65mq, in zona quasi centrale, se di classe A costerà il 29,18% in più rispetto a uno di classe C a Firenze, il 21,6% in più a Roma e il 18,2% in più a Milano. Infine, per un immobile delle stesse dimensioni, la variazione di prezzo tra una classe C e una classe G è del 14,7% a Torino, dell’11,8% a Milano e del 7,8% a Roma. Il trend viene mantenuto anche in altre realtà, più o meno grandi, su tutto il territorio nazionale.

Come dimostrano i dati dunque, l’incremento di valore è davvero significativo.