Nuda proprietà

Investimenti, necessità o divisioni famigliari.

È una formula di vendita salita alla ribalta negli ultimi anni, in pratica il venditore cede l’immobile, ma si riserva di abitarlo per il resto della sua vita, di conservare per se l’usufrutto. Negli ultimi anni, in Italia, stiamo assistendo alla crescita del numero di compravendite di unità immobiliari nella modalità della vendita della nuda proprietà. La caratteristica principale che contraddistingue questo tipo di transazione è quella di mettere sul mercato l’immobile solo per il valore reale, decurtato dell’usufrutto. In parole povere? Significa vendere effettivamente la propria abitazione, ma conservando per sé il diritto di abitarla o affittarla per tutta la vita. Chi ricorre a questa modalità di vendita, nella stragrande maggioranza dei casi, lo fa per necessità, scelta dunque derivata da una difficoltà economica; chi acquista, invece, vede in questa forma di transazione notevoli vantaggi. Da un lato, la necessità di fondi, dall’altro un’opportunità d’investimento da sfruttare.

Fornendoci di qualche dato, delineiamo l’identikit di chi, in genere, mette in vendita la nuda proprietà del proprio immobile:

  • Il 63% dei venditori ha oltre 68 anni. Di questi, il 60% è solo (celibe/nubile, separato/divorziato o vedovo), mentre il restante 40% è coniugato;
  • Il 70% di chi mette sul mercato la nuda proprietà della sua abitazione dichiara di farlo per difficoltà economiche; il 22% per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età o per sostenere i figli nell’acquisto della propria casa.

Questa modalità consente, quindi, ai proprietari che vendono la nuda proprietà, di avere la liquidità derivante dalla cessione dell’immobile stesso, pur potendo continuare a vivere nella medesima abitazione per il resto della propria vita. Per chi acquista, invece, risulta essere un investimento nel mattone, quindi potenzialmente tra i più sicuri, a lungo termine con innegabili vantaggi. In primis, quello di comprare immobili a prezzi inferiori a quelli di mercato, differenza che si calcola soprattutto in rapporto all’età del venditore.

Lo studio. 

Negli ultimi anni, stiamo assistendo ad un incremento nel numero di compravendite di nude proprietà, a livello nazionale. Inoltre, appare in notevole aumento anche la domanda di nude proprietà, una crescita nelle richieste che, ad oggi, non è ancora soddisfatto dall’offerta. Dagli ultimi dati disponibili, possiamo dare un’idea di quale sia l’andamento del settore:

  • A livello nazionale è molto alto l’interesse per l’acquisto di immobili con la formula della nuda proprietà. Negli ultimi anni, infatti, la domanda è cresciuta del 30% circa;
  • Facendo una media di tutte le regioni italiane, risulta nettamente più stabile l’offerta, ovvero il numero di proprietari che decidono di mettere in vendita la propria abitazione in nuda proprietà.

Rapporto età venditore-valore. 

Il valore di un immobile venduto con questa formula varia, in primo luogo, in base all’età del venditore. Se il venditore appartiene alla fascia di età 45-50 anni, lo sconto percentuale rispetto al valore di mercato sarà di circa il 75%. Al crescere dell’età, si abbassa proporzionalmente la percentuale di sconto sul valore di mercato. Se il venditore, infatti, appartiene alle ultime fasce di età, quindi oltre gli 80 anni, lo sconto per il compratore si riduce tra il 25 e il 10% circa.